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TENDENZE TAGLI CAPELLI 2020

Audacia. Innovazione. Ribellione. Sono le parole d’ordine per questa nuova season invernale riguardo al capello. Ma anche contrasti, perché se da un lato porteremo una chioma lunga e voluminosa, autunno e inverno faranno rima con taglio corto, cortissimo, e per chi davvero è in grado di osare, considerate che il rasato domina le passerelle.
In Italia non mancano i bravi hairstylist, quindi taglio e colore, secondo il totoscommesse del 2020, potranno aggirarsi tra chignon scolpiti ma molto severi in stile Bolshoi, caschetti di media lunghezza assai elaborati, e, perdinci, fiori e gioielli haute couture rivisitati dopo la prepotente ondata Anni Ottanta, correndo in diretta competizione contro i colori freddi o notevolmente più addolciti dai colpi di luce.
L’innovazione di cui sopra passa per i pixie cut e arriva, ipse dixit, alle teste rasate. Non a tutti sta bene un taglio così drastico, e parecchio viene dato anche dalla forma del cranio, nonché dallo stile individuale – i visi sottili, di solito, si sposano meglio. Un taglio talmente corto trascende la questione estetica e, sebbene a molte donne l’idea possa andare a genio, occhio, ragazze, a non sentirvi troppo vulnerabili. Appena fatto, lo zero assoluto è una liberazione, però dopo qualche settimana va anche mantenuto. Scopriremo come.

Il corto sul generis si impone con volumi asimmetrici e basette importanti, modellato per allungare il viso e sottolineare i tratti somatici. Pizzichi, quest’anno, di un tocco punk. Per chi non vuole rinunciare alla frangia, sceglietela piana o visualizzandola in ciocche scalate, soprattutto se va a valorizzare un eventuale bob. Né troppo lunga né troppo corta, in alternativa, la frangetta può essere completata da coroncine e cerchietti glitterati in uno stile deeply Novanta – una certa serie che fa avanti e indietro dal Sottosopra regge le fila del trend in questione e dell’ondata di cui sopra.

In merito all’iper-lungo, saghe fantasy, principesse e guerriere da mondi distanti hanno aperto le danze e sembrano non riuscire a chiuderle; abbiate fede nel creare complessi intrecci (leggi anche: treccia alla francese) o chiedendo alle nipotine di agire leste secondo istruzioni draconesche, diventando sfarzose matrone, o abbellite la criniera con nastri, fiocchi e foulard, catenine d’oro, push up posticci, se arriva l’urgenza di una cerimonia. La riga in mezzo convola a nozze con il liscio, doverosissima, i boccoli vittoriani e le bellezze mediterranee ultra-ricce sapranno trovare i giusti riscontri, e why not, evviva le cotonature.

Accennavamo alla misura zero, o 1 mm. Il taglio cortissimo ha bisogno di visite costanti, a cadenza quasi settimanale, dal parrucchiere. Esiste la variante più pratica, che necessita un davvero esiguo mantenimento casalingo, lasciando le lunghezze sul davanti digradanti e abbastanza malleabili. La ricrescita, dai lati, è compito del parrucchiere mantenerla. Se riuscite a superare uno scoglio tanto sgradevole, allora conoscerete i piaceri del corto, e passerete il tempo a scolpire le ciocche, aumentarne il volume, trovare lo styling adatto alla forma del viso. In tal senso, il gel e la cera li troviamo sfiziosi e molto pratici per fissare le punte, ma anche la pasta modellante è perfetta per creare effetti pieni che donino, in crescendo, la voluminosità che a volte manca al corto.

Testimone al colore: scalati e capelli da principesse strizzano l’occhio alle tinte forti, mentre i caschetti, e lasciamo il punk per stringere le mani al grunge – dieci e lode quando diventa british – , ci dicono possano superare le audaci ammiratrici della macchinetta Wahl con qualche striatura pantone. Argento e biondo siderale, o una ciocca bianco puro, che non invecchia, bensì fa scuola. Attenzione invece al biondo platino tendente al grigio, non è una tinta facile da portare sia in termini di stress per il capello, sia come gradazione cromatica.
Pratico per ogni età, è doveroso sottolinearlo, e abbinatelo a una media lunghezza, il castano con sfumature più chiare fra il biondo e il rame. O il cioccolato glossy con sfumature dorate. Balayage tono su tono o colorazioni ancora naturali in caso di riccio, il castano trova declinazioni a non finire e si adatta, se azzeccato, ad ogni tipo di carnagione… e poi il rosso, che però resta sottotono. Evitiamo la ruvidezza dell’hennè, per quanto poetica, o il rubino di una ottava sgargiante, perché sarà il ginger, vertendo dunque verso l’arancione, e con sfumature retrò, a precipitarci in un vortice di ramate onde e lucentezza da sfoggiare.

Regola generale, ricordate che il capello, seguendo una vera e propria “muta invernale”, vuole e deve cadere e sfibrarsi. Coccolatelo, possibilmente, evitando la presenza di ammoniaca: detergete la cute in profondità, cosmetici costituiti con oli nutrienti come quello di Argan hanno un’azione idratante e antidesquamazione, ortica e erbe aromatiche purificano e regolano la produzione di sebo.

di Samira Giorgetti

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