San Giuseppe, patrono della Spezia

Erika Giorgetti
21 Mar, 2026
San Giuseppe, patrono della Spezia
EDIZIONE 2026
L’edizione 2026 della Fiera di San Giuseppe, patrono della Spezia, è stata un vero successo! Dal 18 al 20 marzo, la città si è trasformata in un grande palcoscenico a cielo aperto, accogliendo cittadini e visitatori in un’atmosfera vibrante di colori, profumi e tradizione.
Oltre 600 banchi hanno animato quasi quattro chilometri di percorso tra viali storici, piazze e lungomare, dimostrando quanto questa fiera, nata nel 1654, sia ancora oggi un motore di turismo e indotto per le attività commerciali spezzine e del territorio. Passeggiare tra le bancarelle non è stato solo fare shopping: è stata un’esperienza da vivere, tra street food, musiche, voci e incontri che raccontano l’anima più autentica della città.
Il 20 marzo, giornata conclusiva, La Spezia ha avuto un’emozione in più grazie a Velarìa – Scalo alla Spezia, il Festival Marittimo Internazionale, con i grandi velieri storici al Molo Italia. Una coincidenza speciale che ha unito terra e mare, tradizione e viaggio, regalando a tutti una settimana di festa indimenticabile.
La Fiera di San Giuseppe conferma così il suo ruolo di evento simbolo della città, capace di attrarre visitatori, far crescere il territorio e valorizzare le attività locali. Rimanete connessi sui nostri canali per l’edizione 2027, a presto!
La festa nel 2026
Tutti noi spezzini sappiamo che quando arriva la fiera di San Giuseppe, la primavera si fa sempre più vicina.
Ma come nasce questa tradizionale fiera? Quali origini ha?
La storia di San Giuseppe è a molti sconosciuta.
Le origini della Fiera di San Giuseppe risalgono al 1654, e a quando il senato genovese concesse alla comunità, la quale ossequiosamente (ma anche furbescamente…) ne aveva fatto richiesta, di allestire una sontuosa esposizioni di merci all’aperto.
Lo storico Diego Del Prato ci parla di San Giuseppe patrono della Spezia
Lo storico Diego Del Prato ci racconta anche un’altra particolarità storica durante la sua presentazione al Centro Allende alla Spezia.
“Nel corso dei miei studi – ha detto – è emersa la vocazione commerciale e artigianale della Spezia di un tempo. Non solo, ma già nel 1407 c’erano tracce della festa del “Sancto” che all’epoca poteva essere San Cipriano o San Rocco. Ma è nella metà del ‘600 con la proclamazione di San Giuseppe come patrono che si venne a creare una discussione su quale santo avrebbe dovuto proteggere la città. In quegli stessi anni una terribile ondata di peste colpì la Liguria, proprio quando San Rocco venne sostituito da San Giuseppe.
Nonostante ciò La Spezia non venne colpita, quindi scherzando si potrebbe dire che San Rocco non si sia “offeso” per essere sostituito”.
Fonte: Città della Spezia

La fiera di San Giuseppe, patrono della Spezia
Possiamo quindi dire, che San Giuseppe scacciò la peste e mise in salvo la nostra città.
Come già detto, la prima fiera si tenne nel 1654, nello slargo di Piazza Sant’Agostino, e pian piano il suo prestigio aumentò a tal punto da ritrovarsi ad essere una delle fiere più importanti di tutta Italia. Cinque giorni, anticamente, si davano all’apparato della fiera. Assieme ai contadini dalle campagne arrivavano anche mercanti, garzoni e panificatori.
Banchi di ghiottonerie alimentari, oggetti d’uso comune, giocattoli e capi di abbigliamento, tuttavia, restano a disposizione oggi come allora. La fiera si svolge assieme all’equinozio di primavera e nessuno può esimersi dal diventare protagonisti del “gironzolo”, tra le nuove e sempre più articolate vie dei banchetti. Assaporare il profumo dolce e caratteristico dei brigidini, concedendosi di conoscere dolci e leccornie sfornati qui nel Levante, come un boccone di frittura d’acciuga, meglio se di Cadimare, o panini con la porchetta. Presenza fissa, il pesto alla genovese. Operatori venuti dall’entroterra e dalla Regione, pubbliche imprese, vigilanza e ATC Esercizio per i trasporti, accanto a una ricca flotta di navette che partono dalle vie periferiche e dal punto di interesse che rimane il Palasport della Spezia, all’ingresso della città, concorrono nel mantenere perfetta, quasi impeccabile, una manifestazione esclusiva. La Fiera di San Giuseppe conta più di cinquecento banchi dislocati lungo un percorso che va dalla centralissima Via Chiodo fino a lambire l’area di Largo Fiorillo e Piazza Europa, abbastanza capiente, confluendo persino nel tratto terminale della romantica Passeggiata Morin, ed è volta non solo a far conoscere ai “foresti” (la cosiddetta gente “di fuori”) quel bel pezzo di sfiziosa gastronomia locale che arricchisce tavole e forni della Spezia e a toccare i cuori.
Intreccia storie, passati di commerci marittimi, tendenze underground insospettabili, tiene in serbo musei e ristoranti aperti fino a notte fonda. Pensate, vox populi vuole, che ce la corteggiano in molti tra esercenti ed espositori, perché sembra proprio che le giornate di festa vadano a raccogliere banchi fino a dare vita a una delle più grandi esposizioni fieristiche all’aperto dell’intero territorio nazionale. San Giuseppe è un mercato antico, e quattro chilometri macinano tante scarpe. Sua Maestà fieristica, a chi la conosce per la prima volta, si presenterà come uno degli elementi simbolo, nonché fondamentali della città, al Monumento a Garibaldi e a quello di Domenico Chiodo, oltre a quel grande complesso che risulta essere l’Arsenale Militare. E’ intorno al 19 di marzo che solitamente va cominciando il periodo effettivo –, col Museo Amedeo Lia, il CAMeC, il Museo Tecnico Navale e quello Etnografico in qualità di anfitrioni.
Foto Credits: Italia Per Voi









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