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Piccolo proprietario, il nuovo povero

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di Flavio Maccione

segretario generale A.P.P.C. La Spezia

7 Nov, 2023

Flavio Maccione

di Flavio Maccione

segretario generale A.P.P.C. La Spezia

7 Nov, 2023

Piccolo proprietario, il nuovo povero

 

In questo momento il piccolo proprietario sta vivendo ed affrontando la più triste delle metamorfosi: il sogno di una vita, la sospirata conquista del tetto lo sta trasformando in nuovo povero. Questo non è opera della strega cattiva, ma di certe sordità politiche sui problemi della casa e di mancate attenzioni che non hanno saputo cogliere i segnali che, in un continuo crescendo, anche l’Appc Leandro Gatto, associazione storica dei piccoli proprietari di case, ha continuato a lanciare.

 E’ sufficiente guardarsi intorno per osservare che oggi l’indebitamento nei condomini ha oltrepassato la soglia di attenzione e la soluzione del problema non è procrastinabile oltre. Se gli Enti locali finora si sono adoperati sostenendo la locazione per le fasce meno abbienti dell’inquilinato, l’Appc Leandro Gatto chiede che vengano sostenuti anche i proprietari a basso reddito che hanno visto completamente divorate dai più famelici dei roditori come le tasse, le sopratasse, le imposte, i tributi e le spese condominiali le esigue risorse ed hanno sul capo, pronta a colpire, la spada di Damocle del pignoramento.

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Da una indagine compiuta è emerso che l’80% delle famiglie liguri hanno debiti con le banche, dovuti a mutui ipotecari e, in una realtà locale difficile e sempre più povera, dove nel 2021, il 52% dei cittadini aveva un reddito medio mensile di 1.100 euro, quando si devono pagare rate di mutui, erogati anche al 100%, se ci si trova alle prese con ristrutturazioni di tetti o facciate, considerato che il 110% per pochi eletti è giunto al capolinea, ne consegue che non si riesce a pagare.

E laddove qualcuno non riesce a sostenere le spese forzatamente ne rispondono gli altri condomini, così aumenta il numero di chi viene a trovarsi in difficoltà e gli indebitamenti crescono e gli speculatori sono pronti ad intervenire quando il piccolo proprietario è sottoposto all’esproprio immobiliare e deve lasciare la casa.

L’Appc Leandro Gatto, visto che il problema conduce a risvolti sociali dal peso insostenibile (chi perde la casa torna a gravare e bussa alla porta di quello stato sociale che, resosi latitante, quando la casa stava sfuggendo di mano, dovrà provvedere nuovamente o al sostegno dell’affitto o a dare un tetto attraverso l’edilizia popolare), constatato che il numero di chi rischia la perdita del tetto è notevole ed il fronteggiare il problema  potrebbe diventare una vera e propria emergenza, ha presentato una proposta di Legge che prevede contributi a fondo perduto per i piccoli proprietari a basso reddito sottoposti ad esproprio immobiliare  ed in conto interessi per i proprietari alle prese con spese di ristrutturazione che altrimenti rischiano il pignoramento.

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Considerato che oggi ad essere in sofferenza sono soprattutto le famiglie monoreddito e che nella realtà regionale sono ancora molte le difficoltà, la proposta legislativa è volta ad ammettere al contributo “a fondo perduto”, chi ha perso il lavoro, o è in cassa integrazione, o ha un reddito familiare inferiore 15.000 euro l’anno, o i piccoli proprietari che abbiano nel proprio nucleo familiare ultra settantenni, invalidi al 100%, handicappati. Queste categorie se hanno mutui possono essere sostenute da contribuzioni in conto interessi. L’Appc Leandro Gatto attende dagli organi parlamentari equità impositiva, secondo la capacità contributiva di ciascuno per tutelare, in una situazione di grandi cambiamenti, il diritto alla casa e soprattutto alla prima casa, oggi l’85% degli Italiani possiede l’abitazione principale e quindi è ora di aiutare e liberare dai gravami fiscali quel bene sociale perseguito con duri sacrifici e destinato a tetto proprio sul quale il cittadino ha investito i suoi risparmi.

Ed è per evitare quella giungla che sta diffondendosi per chi pensa di utilizzare l’immobile per trarne un miglior reddito utilizzando il canale degli affitti brevi che il ministero del turismo sta lavorando ad una stretta. Ciò va a vantaggio dell’affitto di lunga durata e per evitare la desertificazione dei centri storici delle città. Chi vorrà visitare i centri urbani dovrà prenotare almeno per la durata di due notti. Il disegno di legge annuncia che l’immobile in affitto sarà identificato con un codice nazionale, oltre che con quello locale al fine di tutelare il territorio.  Vengono previste sanzioni in caso di violazioni, chi affitta dovrà darsi carico di riscuotere anche la tassa di soggiorno. Si spera in opportune modifiche in sede di discussione per l’approvazione per evitare che la regolamentazione diventi pesante fino al punto da togliere il diritto a poter affittare liberamente il proprio immobile per trarne quel reddito derivante dall’investimento immobiliare, fonte di sacrifici.

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