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La collezione Primavera/Estate del 2020 non smette di sorprenderci. Tra audaci virtuosismi e palette inusuali che vanno a toccare abbigliamento, accessori ed anche calzature, ognuno troverà il giusto look. La donna di questa stagione si alterna tra una mossa da diva e una trasgressione: che sia una fanatica del mannish-style, o resti fedele a pizzi e chiffon, la parola chiave che la definisce è forte. Due parole, anzi, forte e consapevole.

Nei colori preponderanti, sbancano le tinte pastello. A seguire, un grande dispiegamento di forze per viola, violetto, lilla e pervinca. Gli effetti tech, luminosi, l’acrilico sgargiante, come le varie declinazioni del purple, in questo caso, vanno a rinfrescare le sfumature, o a renderle più armoniose con un tocco neon. Il verde, a suo modo, cerca un posto al sole. Il greenery e la nuance cactus influenzano uniformemente vestiti e mini dress. Mint e limetta lussureggianti, combinati coi neutri, inaspriscono i contrasti, e senza allontanarci troppo dal discorso… pollice alto per il verde acqua, apprezzato da Queen Liz e dall’aspetto eccelsamente rétro.

Ma il focus non è tanto sul colore in campo, a volere essere onesti, quanto più su una mania che sta imperversando: il Jungle Dress. Che diviene code, e virus. Spiana la strada alla tendenza più esotica la nostra Donatella Versace, seguita a ruota da Valentino, Fendi, Dolce & Gabbana, poi Marni. Palme, felci e cinture piumate, segnando l’equatore grazie al supporto di Jennifer Lopez, che rispolvera sé stessa con un iconico e ormai storico abito scosciato dotato di stampe che farebbero impallidire la fauna della Nuova Guinea, cercano un contatto col senape e il cachi.

Le fantasie non si intonano solo a Tarzan e Jane nella giungla, ma con dettagli zingari e inserti fluo acchiappano quella manciata di pants e skirts che i fisichini minuti da elfo possono ben sfoggiare. E questo, era uno degli eccessi. Ma se il desiderio permane di rimanere in pantaloni, a proposito di donne lontane dalla passerella, magari comprandoli oversize ed extra comfort, o dopo essersi regalate un bel paio di cargo, stravincono le sacerdotesse delle gonne quali capo ideale. Indumento iper-femminile per eccellenza, qui offerto in ogni pittoresca declinazione, seduce e non stanca.

Enormi gonne a palloncino dai colori shocking (Tom Ford), minuscoli pezzi di stoffa bodycon per gonne che sono tanga (Versace), gonne a tubino pulite e modernissime (Gucci), panneggio e spacchi vertiginosi per le scuole andaluse. Per Helmut Lang e Adam Lippes diventiamo tutte delle novelle collegiali, mentre per le maison italiane trionfa l’etnico.

Altro capo passepartout, androgino per eccellenza, lo vediamo nella camicia. La nuova “bossy girl” ha deciso di approfittarne e reinventarla per fare piazza pulita: non presenta decori, è rubata dritta dal guardaroba maschile, o, se proprio, possiamo trovarne di seta o con inserti floreali in cuoio – Stella McCartney partorisce una gamma di modelli patchwork pervasi della salsa unisex già ampiamente apprezzata. La camicia si arricchisce di nuove ed eclettiche sfaccettature. Rochas ne propone una versione pratica ma super chic, in seta fluida con tasconi applicati, Sportmax la rende romantica e un po’ bohemienne grazie a tenui motivi floreali e inserti grunge, Stella McCartney gioca coi volumi attraverso un sofisticato gioco di balze da applicarvi. Il tutto, a tema camicia, viene stemperato più che volentieri da qualche accenno ai Seventies, senza dimenticare calzettoni a vista e cravatte visti sulla passerella di Max Mara, indiscutibilmente mannish-style.

Che sia giorno, in ufficio, o sera tarda a un cocktail party, pollice alto pure per gli abiti “off-the-shoulder”, romantici oltre ogni dire. Per niente minimaliste, invece, le spalle oversize, trafugate dritte dai film con le segretarie Early Eighties. Blazer e cappotti con l’inconfondibile silhouette da giocatori di rugby si rifanno proprio a quei mitici anni, dando un buffetto alle varie Melanie Griffith e Susan Sarandon. L’onda ‘80 (e un pochino ‘70, ammetiamolo) comprende, precisiamo, le montature di occhiali da sole vistose, i pantaloni a vita alta, i cerchietti e I fiocchi XXL, da abbinare a pettinature cotonate o a mezza coda. Incluso nell’uragano vintage, l’intramontabile cappello di paglia a falda larghissima.

Per le irriducibili e chi è in transito in una Luna di nuova femminilità, trasparenze “vedo-non-vedo” misteriosissime, glitter rugginosi, (di nuovo) chiffon, che si applicano a sottovesti, canottiere, top e foulard, complici di un guardaroba fiabesco; li troviamo spesso in (ricorrente) verde e in toni bianco purissimo. Non mancano, ad accompagnarli, vestiti dalle geometrie assurde e camicione che diventano metà corsetti, metà poncho. I maestri? Miuccia Prada e Valentino.

di Samira Giorgetti

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