Medievalis 2026: vent’anni di Medioevo a Pontremoli

Erika Giorgetti
15 Giu, 2026
Medievalis 2026
Vent’anni di Medioevo a Pontremoli
C’è un momento, ogni estate, in cui Pontremoli smette di essere una città del ventunesimo secolo. Le auto spariscono dal centro storico, le strade si riempiono di dame e armigeri, il profumo di spezie e carne arrosto si mescola al suono di tamburi e liuti, e il borgo, con le sue torri, i suoi vicoli stretti e il Castello del Piagnaro a fare da sentinella, si trasforma in un luogo che non esiste più da secoli.
Tutto questo si chiama Medievalis, ed è uno degli appuntamenti estivi più attesi. Quest’anno la festa compie vent’anni, e l’edizione 2026, in programma dal 19 al 23 agosto, porta con sé il peso e il calore di un traguardo importante. Un ventennale che la comunità pontremolese si appresta a celebrare con tutto l’orgoglio di chi ha costruito qualcosa di duraturo partendo dalla propria storia, pezzo per pezzo, senza mai smettere di crederci.
Chi arriva a Pontremoli in quei giorni non trova una sagra con stand gastronomici e qualche figurante in costume: trova una città completamente trasformata, che ha scelto di mettere le proprie radici al centro di tutto e che accoglie residenti e visitatori dentro una narrazione collettiva capace di emozionare ogni volta.
L’origine: quando Federico II cambiò il destino di Pontremoli
Per capire fino in fondo il senso di Medievalis bisogna tornare all’estate del 1226, quando l’imperatore Federico II di Svevia fece tappa a Pontremoli e concesse alla comunità locale il Diploma di Libero Comune, riconoscendole piena autonomia e slegandola dal controllo dei potentati circostanti. Non era un gesto casuale: Pontremoli era allora un nodo strategico lungo la Via Francigena, e Federico II la definì clavis et ianua — chiave e porta — tra la Toscana e la Lombardia. Grazie a quel diploma la città mantenne la propria indipendenza anche quando l’intera Lunigiana circostante finì sotto il controllo della famiglia Malaspina. Un’identità fatta anche di divisioni interne: il Sommoborgo, l’Imoborgo e il Contado — le tre anime storiche del borgo — sono le stesse contrade che durante Medievalis tornano ogni anno a sfidarsi per la gloria del Palio.
Cosa succede a Pontremoli in quei cinque giorni
La manifestazione è organizzata dalla Compagnia del Piagnaro, gruppo storico fondato a Pontremoli nel 2005 con lo scopo di recuperare e valorizzare la memoria storica e culturale della città. La parola che meglio descrive Medievalis è una sola: immersione. Non si assiste alla rievocazione, si vive, ci si cammina dentro, si è parte dello scenario, si condivide lo stesso spazio con centinaia di figuranti in costume che rappresentano ogni classe sociale del Medioevo. E poi fate, streghe, giullari, diavoli, figure mitologiche che si aggirano tra i vicoli al calar della sera: tutto contribuisce a costruire un’atmosfera che non ha paragoni.
Le piazze si trasformano in palcoscenici a cielo aperto, le vie del borgo ospitano artigiani al lavoro e le “taverne” servono cibo e bevande ispirati alla tradizione medievale della Lunigiana. Il mercato medievale è uno dei momenti più vivi e frequentati: conta ogni anno un centinaio di espositori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero — fabbri, armaioli, ceramisti, ricamatori, rilegatori, venditori di spezie — tutti impegnati a ricostruire l’atmosfera di una fiera d’altri tempi.
Gli spettacoli si susseguono per tutta la giornata e si intensificano nelle ore serali: cortei storici con centinaia di figuranti, esibizioni di sbandieratori, combattimenti armati e duelli, danze medievali, spettacoli di fuoco, falconeria con poiane, falchi, aquile e gufi in volo libero. Al Castello del Piagnaro, ogni sera, si tengono le cene medievali: tavolate all’interno della fortezza, con pietanze ispirate alla cucina d’epoca, in un contesto che non ha bisogno di scenografia aggiuntiva per sembrare autentico.

Image by Italia Per Voi
Il programma della manifestazione
Nei primi quattro giorni (dal 19 al 22 agosto) la festa prende vita progressivamente e offre un programma continuo dalla mattina fino a notte fonda. Il mercato medievale è aperto ogni giorno con i suoi espositori, gli spettacoli si susseguono nelle piazze e per le strade del centro storico. L’accampamento medievale lungo il fiume ospita arcieri e milizie delle contrade.
Sono giornate perfette per chi vuole godersi l’atmosfera con i propri tempi, tornare più volte, scoprire ogni volta qualcosa di nuovo. Il gran finale arriva domenica 23 agosto con la Disfida della Cortina di Cacciaguerra, la serata più attesa dell’intera manifestazione. Le tre contrade cittadine — Sommoborgo, Imoborgo e Contado — si sfidano in un torneo che porta con sé secoli di rivalità e identità locali, mettendosi alla prova in specialità diverse, dal tiro con l’arco alla scherma. Al termine, la contrada vincitrice riceve il Palio di Medievalis: una scultura in bronzo opera dell’artista pontremolese Luciano Preti, docente all’Accademia delle Belle Arti di Firenze.
Come restare aggiornati
Il programma completo dell’edizione 2026, con orari, spettacoli e tutte le novità di questo ventennale speciale, sarà disponibile nelle prossime settimane. Per non perdere nessun aggiornamento leggi l’articolo sul nostro blog www.laspeziamagazine.it/blog e non mancare ad una delle feste più magiche di tutta la Lunigiana. Ci vediamo a Pontremoli.
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