La Torta dei Fieschi
di IAT Lavagna,
Nicoletta Zattone
ed Elisa Covacci
11 Giu, 2026
La Torta dei Fieschi
Antiche sete, armi, cavalli, fiaccole, tamburi, bandiere e una gigantesca torta, oltre dieci quintali, che troneggia sulla piazza principale della città: ogni anno il 14 agosto Lavagna compie un viaggio a ritroso nel tempo e si ritrova a vivere un episodio del suo Medioevo legato alla potente famiglia dei Fieschi.
Un evento che dal 1949 richiama migliaia di persone come spettatori ma anche protagonisti: è la Torta dei Fieschi, che rievoca le nozze del 1230 tra Opizzo Fiesco, condottiero e feudatario, e la senese Bianca de’ Bianchi, erede di una grande famiglia di banchieri.
Matrimonio “politico” come nella tradizione del tempo, ma anche storia d’amore come piace ai lavagnesi ricordarla, ed evento da tramandare “allifigli de’ figli de ‘ste genti e delle terre sue” come proclama l’araldo.
Ecco allora, grazie al gruppo storico dei Sestieri di Lavagna, un ricco corteo di dame, cavalieri, ancelle e armati, ma anche nobili ospiti dalle terre confinanti.
Image by Iat Lavagna
La Torta dei Fieschi: l’evento
Partendo dalla basilica che ha visto celebrare le nozze, il corteo si snoda per le vie del borgo e raggiunge la piazza dove, all’ombra della gigantesca torta, si svolge la cerimonia civile: il taglio del dolce nuziale, i combattimenti cortesi, i giochi di bandiera e di fuoco, le musiche e le danze in onore dei Conti sposi.
La torta, soprattutto, polarizza l’attenzione del pubblico perché è solo con un divertente gioco, la ricerca dell’anima gemella tra le migliaia di spettatori della piazza, che si potrà ottenere una fetta del dolce. Da gustare – e qui sta il segreto complice del successo pluridecennale della festa – rigorosamente in coppia, dopo essersi scambiati un bacio.
La sera del 13 agosto, la vigilia delle nozze, con una cavalcata per le vie della città, l’araldo del conte annuncia a Lavagna le nozze del suo signore e amico e poi lo raggiunge a San Salvatore di Cogorno dove già dal tardo pomeriggio fervono i preparativi per la festa dell’ “Addio do Fantin”, l’addio al celibato di Opizzo.
Banchetto e spettacolo proseguono fino a notte nel magico scenario del sagrato, rischiarato dalle fiaccole, della duecentesca basilica dei Fieschi.
Image by Iat Lavagna
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