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Nei territori del magazine: La Riviera di Levante spezzina

Sentieri di pietra a ridosso del mare, aiuole fiorite sui temi accesi della bouganville e delle ginestre, baie silenziose aperte sull’orizzonte limpido della costa, cieli tersi che richiamano l’infinito, borghi che s’alternano uno dopo l’altro e che sanno di Provenza… invece no, sono qui vicini a noi: …essere in vacanza, ma trovarsi come a casa… ecco la Riviera del Levante spezzino… creata come in una favola!

Da Levanto a Deiva Marina si delinea un lembo di terra vistoso, nelle sue geometrie semplici, come un giardino affacciato su tante lagune a volte selvagge altre volte quasi irraggiungibili ma sempre cariche di emozioni e di panorami mozzafiato. Questo giardino comprende Levanto, Bonassola, Framura, Deiva Marina, tutte nella provincia della Spezia.

Il Levante Ligure spezzino è, comunque, un posto da favola checché se ne dica: senza peccare eccessivamente di artificiosità all’interno dei suoi nuclei abitativi, i borghi sembrano radicati ancora moltissimo alle tradizioni, e alle cose semplici di una volta.

Si dice infatti che la straordinaria salubrità dell’aria che qui si respira, ricca dell’aroma resinoso dei pini e delle particelle libere di iodio, incontaminate da qualsiasi fattore esterno che non sia verde e rigoglioso, siano addirittura un toccasana per alcune forme di malattie cardiovascolari e non solo.

Come un tempo si diceva per i boschi magici delle fate, e i fiumi dell’elisir di lunga vita, anche qui l’atmosfera stessa sembra sospesa in un limbo a metà tra il nostro tempo e quelli andati, ma non si tratta di avventure e vanagloria, quanto piuttosto di pace e tranquillità, natura e poesia che invitano al sogno, alla gioia di vivere e alla meditazione secondo le stagioni dell’anno.

Questo sono i borghi di mare del Levante spezzino compresi nei territori di diffusione del nostro e vostro Magazine. Partendo da Levante ci lasciamo dietro le immagini di quel viaggio che ha riguardato le Cinque Terre, per proseguire verso paesi anch’essi all’ altezza e unici per i loro meravigliosi paesaggi.

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Il borgo di Levanto è di antica fondazione, adagiato in una valle ricoperta da ulivi e pini ed affacciata direttamente sul mare. Le dorsali della vallata finiscono a picco sulle spiagge scure, di ghiaia, con il promontorio del Mesco e la punta di Levanto a delinearsi lungo la Litoranea come giganti addormentati. Il comune fa parte della Comunità Montana della Riviera spezzina, e parte del suo territorio rientra, inoltre, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: per questo Levanto è conosciuto come la “Porta” di questi cinque spettacolari borghi. 

La cosa non può che avvalorarlo di dettagli quali agavi e fichi d’india, sparsi per le colline disseminate di alberi cresciuti spontanei, contorti e spesso secolari, e la passeggiata dal sentiero proveniente da Monterosso al Mare, molto panoramica, offre la possibilità di immergersi in una natura che è interessante quanto atipica. Ad esempio, dalle biforcazioni in prossimità delle rovine dell’Eremo di Sant’Antonio del Mesco la strada scende dolcemente fino a raggiungere Monte Vé, e continuando attraverso un bosco di tipica macchia mediterranea si incontra dapprima il terrazzamento di Casa Lovara, poi di Casa Nuova e infine di Case San Carlo e un successivo nucleo di case sparse, attorniate da vigne, arrivando alla strada asfaltata del Mesco. Si scende un poco e poi si riprende il sentiero a gradoni passando vicino alla casa che ospitò Guglielmo Marconi. Ma si diramano tanti altri sentieri nei pressi, tutti a ridosso della costa: le famose “mulattiere di mare”, che aiutavano i paesani nella coltivazione e nel trasporto dei materiali, cantate dal genovese per eccellenza Fabrizio De André.

Stretti vicoli e le sue case dipinte, è ideale per una passeggiata rilassante, magari dopo una giornata alla spiaggia, per poi concedersi un aperitivo o una cena tra i tanti bar e bistrots che propongono cucina tipica o innovativa del territorio e della regione. Vale anche la pena di dare un’occhiata alle antiche mura con la Torre dell’Orologio, al castello del XIII secolo, alla Loggia medioevale nella quale si riuniva il parlamento cittadino e alla chiesa romanica di Sant’Andrea, patrono del Borgo. Assolutamente imperdibile la Festa del Mare dedicata a San Giacomo che si celebra il giorno 25 del mese di luglio: le vie del paese si riempiono di un pittoresco corteo medioevale, dedicato alle usanze e ai costumi della nobile famiglia dei Da Passano (antichi signori del borgo) che si conclude con uno spettacolo di sbandieratori e varie prove di destrezza, danze e musiche a tema. Dopo la fiera, e le numerose omelie, inizia una processione di giganteschi Cristi portati a braccia, che mette i brividi da quanto i portatori di tutte le contrade del Levante sono bravi nel loro compito, e la statua di San Giacomo, vero protagonista dei festeggiamenti, viene trasportata in mezzo alla baia per il lancio della corona di fiori in memoria dei Caduti in mare. 

Bonassola

Nel nostro itinerario subito dopo troviamo Bonassola, una perla incastonata in un golfo e racchiusa da una cerchia collinare di pini marittimi, erbe aromatiche, agrumeti e tipici terrazzamenti molto simili anche questi a quelli già osservati a Levanto. Come spesso succede dalle nostre parti, non è raro vedere a Bonassola anziani centenari affaccendati nei campi, ruvidi e rugosi come i vecchi limoni.

Li vedi ogni tanto spuntare tra le vigne, come lepri sorprese a rimestare la terra, e poi curvi di nuovo sulla loro piccozza, indifferenti ai turisti che cercano un angolo di mare per prendere il sole. A Bonassola la natura è sempre e comunque rigogliosa, ma è bene citare La Francesca, un’area costiera nota da secoli per le miniere di rame e di pirite, nascoste fra la vegetazione lussureggiante. Il nome probabilmente deriva dall’antica Via Francigena che nel medio evo portava in Francia i pellegrini diretti a Canterbury o a Santiago de Compostela. Evento di grande interesse da sempre per il piccolo borgo, è il premio l’Ucca, uno spettacolo che anima l’intera notte di Ferragosto: si tratta di una festa goliardica durante la quale un gruppo di incappucciati sfila tra le vie del Paese, raggiunge il campo sportivo e, davanti a qualche migliaio di persone, inizia a prendere in giro chi durante l’anno si è distinto facendo cose particolarmente fuori dal comune; viene quindi eletta la persona più eccentrica, l’Ucca per l’appunto, il tutto in rima e in una lingua che comprende il latino maccheronico, il bonassolese e il genovese. La manifestazione è organizzata dalla “Capitaneria della Curnea”. La prima domenica di ottobre, inoltre, Bonassola organizza la festa della Madonna del Rosario, con una processione che parte dalla Madonna della Punta e raggiunge il mare dove si tiene uno spettacolo di fuochi d’artificio. 

Cinquecento abitanti in tutto, sono quelli di Framura, col suo territorio scosceso che degrada fino al mare con una vista superlativa… Il Borgo è un insieme di piccoli agglomerati di case che conservano il fascino di epoche passate con alcune calette, collegate dalla panoramica “Via del mare” dalla spiaggia Torsei alla spiaggia Vallà, dove si può fare il bagno e dove si può fare il bagno e un porticciolo in cui i pescatori mettono in salvo le proprie imbarcazioni dai capricci del mare. Si raggiunge con una comoda stazione ferroviaria, e per chi arriva in moto o in bicicletta alcune strade suggestive e la ciclopedonale Maremonti la collegano con i borghi vicini. Framura è comunque particolarmente interessante per la rete di antichi sentieri tutti ben segnati e mantenuti puliti grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale. La prima domenica di agosto si festeggia la Madonna della Neve; una lunga processione si sussegue lungo il porticciolo in memoria di tutti i Caduti del mare, mentre l’ultimo sabato dello stesso mese quello ad essere festeggiato è il turista, che potrà godersi un percorso eno-gastronomico lungo le frazioni di Costa, Setta, Ravecca, Anzo e Casella. 

Framura

Una Riviera che non ti aspetti, persa in un tempo anteriore alle prime tre borgate, è quella di Deiva Marina. La sua spiaggia è il risultato del lavoro certosino del mare aperto, limpido e subito profondo, e la brezza, che spesso tira da Ponente, vi porta l’odore del bosco. La cittadina è divisa in due parti principali: il paese vecchio, che si sviluppa attorno alla piazza antistante la chiesa di Sant’Antonio abate, e la Marina, un’area più recente che si affaccia direttamente sul mare. Deiva Marina è circondata da numerosi rilievi – che la proteggono dai venti più aspri – tra i quali il più elevato è il monte San Nicolao. Questi rilievi permettono agli utenti del trekking di effettuare escursioni lungo i sentieri, che alternano strapiombi a picco sul mare e tratti immersi nei boschi di castagni, particolarmente suggestivi in autunno. Deiva inoltre è conosciuta dai pescatori che si dilettano soprattutto con la pesca del “palamito”, pesce della famiglia dei tonni che può arrivare a circa 40 kg., molto gustoso e sempre cucinato secondo ricette tipiche.  Il lungomare, di recente costruzione, è una spianata di cemento lungo la costa, decisamente ben curata, che si presta molto alle passeggiate e fornisce un’ottima idea sulla vastità del luogo, che dalle acque si inerpica su per i monti con le sue piccole case raccolte, mai più grandi di una bifamiliare. Il 24 giugno ricordiamo la festa patronale di San Giovanni Battista. 

Deiva Marina

La cucina mediterranea

E’ tempo di avventurarci ora nel vasto mondo delle cose buone da mangiare, e passiamo alla gastronomia del Levante spezzino. Che si basa in buona parte su una cucina essenziale, tradizionalmente mediterranea, che utilizza alcuni ingredienti molto semplici e che presi da soli potrebbero apparire insignificanti, ma combinati insieme esaltano le loro proprie qualità in un sapore finale di grande armonia: elementi quali i funghi, i pinoli, le noci e le tante erbe aromatiche, dosate con ingredienti scelti e tutti di natura biologica, danno vita a piatti unici. Alla base di tutte le ricette c’è l’olio di oliva ligure, dal sapore molto delicato, con cui si preparano gustose salse. La più famosa, in Italia e all’estero, è il pesto, la “salsa ligure per eccellenza” a base di basilico, pinoli, aglio e parmigiano, spesso servita con le trofie, pasta fatta in casa dall’aspetto non particolarmente interessante ma davvero gustosissime. Per accompagnare la carne, di pollame o di coniglio, è ottima la salsa verde, a base di prezzemolo e pinoli, mentre la salsa di noci si sposa gradevolmente a pasta ripiena e ravioli. Le focacce e le torte salate sono una prerogativa costante, così come il pesce servito in zuppe e fritture degne di un re. 

Aggrappati alla muta distanza che scorre fra noi e loro, distanza dettata dai secoli e dalla quiete di un sospiro, questi borghi continuano ad andare avanti con i tempi che più gli si addicono, senza fretta, e senza peccare di superbia. L’uomo li ha resi culla dei suoi sogni, e se a volte si addormenta, è bene non svegliarlo; anzi, nel caso anche voi voleste partecipare al sonno meraviglioso di chi vi abita, sareste i benvenuti. Questi sono i paesi che mancano nei giorni nostri…Posti che, come abbiamo raccontato, purtroppo ritroviamo solo nelle favole…Ma è bello sapere che esistono, che ci sono e sono vicini, perché questa consapevolezza è comunque meglio del crederli inesistenti. 

Quando non sapremo dove andare, per dimenticarci dei nostri assilli quotidiani, imbocchiamo quella strada, e perdiamoci, a cuor leggero, senza pensieri, nell’intricato dedalo dei secoli che li cela spesso alla vista. 

Il Levante è un po’ come una barca che ti porta al largo, verso un orizzonte di emozioni limpide e spesso struggenti: hai il sapore del sale in bocca, ma ti addormenti dentro la quiete dei boschi. Vivi le giornate come se ti dimenticassi del logorio quotidiano: c’è gente che si è persa nell’incontaminata girandola di emozioni che questi luoghi sanno regalare. Ed è bello, poi, ritrovarsi nella luce fascinosa del sole che scalda. 

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