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La Carbossiterapia, come già esaminato nell’articolo precedente, è una trattamento nato intorno al 1930, che trae origine nell’ambito della medicina termale mediante l’uso di bagni e di docce carbogassose. La carbossiterapia effettuata in ambulatorio medico, invece, consiste nell’iniettare per via percutanea un gas: l’anidride carbonica, o biossido di carbonio, un gas costituito da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. Viene utilizzata principalmente per il trattamento di patologie vascolari; in medicina estetica, con un’ottima azione sulla microcircolazione sulle adiposità localizzate, sugli inestetismi cutanei; in angiologia nei pazienti arteriopatici; in dermatologia nel trattamento della psoriasi. Oggi è ormai dimostrato come l’insufflazione di anidride carbonica sottocutanea (Carbossiterapia) fornisca anche un buon supporto con ottimo effetto analgesico sui dolori muscolo-scheletrici, sulle tendinopatie e tendiniti, con netta riduzione della necessità di assunzione di farmaci e, di conseguenza, degli effetti collaterali.

Gli effetti terapeutici possono essere schematizzati in una vasodilatazione arteriolare di tipo attivo attraverso un’azione diretta della CO2 sul miocita vascolare e attraverso un meccanismo mediato simpaticolitico e sulla neangiogenesi. Il fenomeno della vasodilatazione microcircolatoria è sempre stato considerato l’effetto principale e il reale artefice dei miglioramenti clinici. Azione diretta sulla mio cellula: è stato dimostrato che anelli arteriosi inerti e rilasciati, messi in soluzione ricca di CO2, prendono tono e tendono a rilassarsi di nuovo se vengono messi in soluzioni ricche di ossigeno.

In alcune patologie, dove la lesione stenosante è tale da impedire un’azione diretta sul vaso, il miglioramento del flusso (accertato sia dal miglioramento della sintomatologia sia da esami strumentali come ad esempio la termografia a raggi infrarossi) è da imputare allo sviluppo del circolo collaterale (probabilmente anche per un riflesso loco-regionale). All’azione diretta corrisponde un’azione riflessa di tipo simpaticolitico, con un’azione chimica mediata. Le iniezioni sono effettuate con un ago poco invasivo che permette la diffusione del gas, quindi il meccanismo più importante è l’azione diretta del gas stesso.

Dagli studi effettuati si evince che i risultati ottenuti dall’applicazione della carbossiterapia nel trattamento del dolore sono: la riduzione del dolore, in alcuni casi in maniera risolutiva, il miglioramento della funzionalità articolare, la riduzione della soglia del dolore, la ripresa delle normali attività quotidiane nei casi più gravi e dell’attività motoria. Grazie a questo effetto analgesico e curativo, la carbossiterapia è da considerarsi un buon supporto alla fisiokinesiterapia, risolutiva in molti casi.

Le patologie trattate più di frequente sono:

– epicondiliti;

– cervicalgie e lombalgie;

– gonalgie;

– tunnel carpale;

– tendiniti;

– dolori artrosici.

A chi rivolgersi per un trattamento di Carbossiterapia?

a cura del Dottor GIUSEPPE DRAPCHIND
LA SPEZIA Via Pascoli, 19
Tel. 0187.501787
PONTREMOLI (MS)
Via Cavour, 20
Tel. 0187.830747

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