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Il Tosa Inu

Il Tosa Inu, cane di grande mole originario del Giappone – prende il nome dalla zona in cui veniva allevato, appunto la provincia di Tosa – è il risultato degli incroci avvenuti fra il 1868 e il 1912 tra una razza autoctona di cani cresciuta, nella prefettura di Kochi, esclusivamente per i combattimenti, ed altre come il Bulldog, il Bull Terrier, il San Bernardo e il Grande Danese, così da aumentare nelle intenzioni proprio la capacità combattiva e la resistenza indispensabile in battaglia. Lo scopo prefisso era di ottenere una razza dotata di maggiore tempra e resistenza, un cane, naturalmente ancora pensato per la lotta, praticamente invincibile.

Nell’arcipelago nipponico le diverse linee europee, assieme alla colonizzazione, arrivarono tardi; da sempre, diversi tipi di cani derivati dall’antichissimo ceppo spitz, differenziati in base all’area geografica per taglia, capacità e struttura corporea, erano presenti e portavano il nome della regione d’appartenenza, si vedano lo Shikoku ken, l’Akita Inu, Hokkaidō ken, lo Shiba Inu e così via.

Ciò che gli allevatori conseguirono in brevissimo tempo, unendo le taglie e la forza dei cani occidentali con la temerarietà, la lealtà e la predisposizione alla lotta dei cani giapponesi, è un molosso di taglia medio-grande, capace di raggiungere i 60 centimetri di altezza e oltre 37 chilogrammi di peso, dalla corporatura possente ma atletica, in grado di compiere scatti sorprendenti, il collo allungato, elegante, sostegno per una testa massiccia, dal pelo, anche se molto corto, idoneo a renderlo insensibile a qualsiasi temperatura impervia. La dentatura risulta efficacemente chirurgica nell’infierire sugli avversari – proverbiale è la forza delle mascelle del Tosa. 

Tuttavia, con la scomparsa della pratica dei combattimenti, il fu “cane belva” si è ritagliato un posto quale cane da compagnia e da guardia, temibile soltanto con i malintenzionati. La risposta alla vita con il suo padrone è data dal polso fermo di quest’ultimo, ma anche dalla dolcezza che è necessario dimostrare sin dal primo istante: diventando autorevoli con i cuccioli, ma mai maneschi, crescerete un cane docile, bonario e obbediente, la socializzazione lo renderà tranquillo e pacato in passeggiata.

 

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Non è, tuttavia, un cane che facilmente si adatta alla convivenza con altri suoi simili, pertanto si sconsiglia di introdurlo in casa se già si possiede un amico canino, o al contrario, attenzione ad affiancargliene un secondo. La convivenza tra cani di razza Tosa, invece, può essere possibile solo se sapete a cosa andate incontro: mai sottovalutare l’intelligenza delle femmine così come il temperamento dei maschi.

Per sua natura, “memore” della selezione avvenuta, il Tosa Inu ha un forte attaccamento verso il padrone, proteggendolo a costo della vita; si rivela un fine guardiano e tende ad avere una soglia del dolore parecchio alta, oltre ad essere consapevole delle proprie dimensioni non così contenute. Questo cocktail, in mani inesperte, porta a spiacevoli situazioni.

La razza è nota anche con il nome di Tosa-Inu (Cane Tosa), Tosa-Ken o Tosa-Token, ed è stata riconosciuta ufficialmente dalla F.C.I. nel 1982.

Tra i pregi, c’è la predilezione verso i bambini del suo “branco”, in generale l’attaccamento a tutti i membri della famiglia e l’indole tranquilla, facilmente adattiva, alla vita da appartamento. Ci si affida ad un ottimo cane da compagnia e da guardia, abbiamo detto, e lo ribadiamo: al suo aspetto che è un crogiolo di grande dignità, forza e costituzione robusta, vengono aggiunte le qualità di un grande cane da difesa. Il mantenimento del Tosa più in generale prevede almeno una passeggiata lunga in spazi aperti, dove potrà sfogarsi.

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A livello di standard, il Tosa ha un muso dallo stop marcato, con tartufo grande e pigmento nero, delle orecchie pendenti e occhi a mandorla, abbastanza piccoli, di colore solitamente marrone rossastro; attorno alle orbite e alla gola sono presenti rughe caratteristiche, si vede molta pelle che forma una vera e propria giogaia. Il pelo è corto, duro al tatto, comunque non in modo fastidioso.

Il colore tipico del mantello di un Tosa Inu è il fulvo-rossiccio, con tonalità calde che sono potenziate dal fatto che il pelo resta ovunque o quasi abbastanza folto. Sono ammesse macchie bianche o cani con pelo nero, marrone rossiccio e fulvo chiaro striato. La chiusura dei denti è a forbice.

Il lavoro di selezione, da parte degli allevatori, oggigiorno lo si può definire mirabile; per questo è difficile trovare un Tosa da privati, e non sempre il prezzo sarà alla portata di tutte le tasche. Ma proprio in virtù dei rigidi criteri di selezione, e degli appassionati della razza, se deciderete di aprire il vostro cuore ad un Tosa difficilmente potrete pentirvene.

di Sara Fornesi

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