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Il ritorno dei Malaspina

Il ritorno dei Malaspina stemmi

30 Ago, 2022

Mirco Manuguerra

30 Ago, 2022

Il ritorno dei Malaspina

 

Vessati da una secolare letteratura avversa ed impietosa, negli ultimi anni i Malaspina sono stati restituiti alla gloria altissima che Dante ha loro tributato nell’eternità del Canto VIII del Purgatorio.

Quella dei Malaspina fu una dinastia feudale le cui origini si fanno risalire alla divisione della stirpe obertenga. I suoi membri discesero, dunque, da alti feudatari dell’Impero, di chiara estrazione longobarda e si affacciarono sulla scena della Storia all’alba del secondo millennio.

Capostipite degli Obertenghi fu il marchese Oberto I, a cui si riconducono altri grandi casati quali gli Estensi e i Pallavicino. Capostipite dei Malaspina, invece, è comunemente indicato il nipote di lui, Oberto Obizzo I, eroe della guerra arduinica. Un Alberto, pronipote di Oberto Obizzo, ricordato nella Pace di Lucca siglata con il vescovo di Luni del 1124, fu invece l’eponimo della dinastia. Da lui nacque Obizzo il Grande, colui che ottenne dall’imperatore Federico I, detto il Barbarossa, le massime concessioni della storia malaspiniana.

Di Obizzo il Grande si sa che dimostrò grande lealtà verso l’Imperatore quando, nel 1167, a Pontremoli lo scortò sottraendolo all’agguato tesogli da quella città irrequieta e ribelle. Nell’occasione si era creduto che il marchese avesse confidato al sovrano bavarese una frase divenuta fin troppo celebre: «Che volete, in siffatti paesi che nulla producono bisogna pur vivere di rapine».

Il ritorno dei Malaspina dante

Nacque da qui la “Cattiva nomea” dei Malaspina”, ma il termine latino «voltis» con cui Obizzo si era rivolto all’imperatore è stato di recente legato al ‘vultaticum‘, cioè una tassa richiesta ai carri di passaggio sulle pubbliche vie: altro non si trattava che del celebre “Un fiorino” di “Non ci resta che piangere” ! Anche se pubblicata da altri, l’idea va attribuita, secondo la testimonianza autorevole di molti maestri, al grande Tiziano Mannoni, ma è merito esclusivo del Centro Lunigianese di Studi Danteschi averla portata in auge dopo che nel 2003 aveva dimostrato la natura assoluta dell’Elogio dei Malaspina operato da Dante in chiusura del Canto VIII del Purgatorio. Poiché strutturato sull’incipit del poema, era chiaro, infatti, che un simile giudizio sarebbe stato del tutto sproporzionato se davvero si avesse avuto a che fare con una famiglia di ladri di polli e nulla in Dante può dirsi sproporzionato.

Oggi sappiamo che l’origine degli Stemmi malaspiniani (lo Spino Secco e lo Spino Fiorito) sono un calco della poesia provenzale delle origini probabilmente operato su committenza di Corrado l’Antico da un maestro raffinato come Guilhem de la Tor (2014), e sappiamo pure che lo stesso cognome dei Malaspina ha probabile origine devozionale, poiché la Mala Spina era detta nell’Età di Mezzo l’arbusto spinoso con cui fu confezionata la Corona di Spine che cinse il capo del Cristo. Non solo: dagli ultimi studi è emerso che l’Elogio ai Malaspina possiede pure, nella parte relativa “al pregio della borsa e della spada”, una costruzione operata direttamente sul Vangelo di Luca. Una cosa enorme. Nessuno, nella Storia, più grande dei Malaspina di Dante e ciò si spiega molto bene: i Malaspina sono i grandi ispiratori della Pax Dantis, giacché se la Divina Commedia è così come noi la conosciamo, lo si deve esattamente a loro. È parola di Dante. E non si può più tornare indietro.

Sperando di aver reso chiaro il significato dell’articolo “Il ritorno dei Malaspina”, vi diamo appuntamento al prossimo articolo

Il ritorno dei Malaspina villafranca in lunigiana

Il ritorno dei Malaspina bibliografia

M. MANUGUERRA, Il Canto VIII del Purgatorio (o l’Inno di Dante alla Pace Universale), in Lunigiana Dantesca, La Spezia, Edizioni CLSD, 2006, pp. 71-98.

M. MANUGUERRA, La Sapienza dei Malaspina, su «Il Porticciolo», VII, 2014, n. 1, pp. 63-70 e su «Quaderni Obertenghi», 2015, n. 4, pp. 49-59; La Sapienza ermetica dei Malaspina, su «Atrium», XVI (2014), n. 4, pp. 76-88; La Sapienza ermetica dei Malaspina: ulteriori considerazioni, su «Studi Lunigianesi», XLIV-XLV, 2016, pp. 57-69.

M. MANUGUERRA, Dante e la pace universale. Il Canto VIII del Purgatorio e altre questioni dantesche, Roma, Aracne, 2020.

S. PAGANI, Ancora sull’Elogio dei Malaspina: elementi della borsa e della spada (Luca, 22,35-38) , su «Lunigiana Dantesca», XX/184, mag 2022, p. 30.

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