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Il Presepe Meccanico di Pallerone: la rassicurante normalità del Presepe

La rassicurante normalità del Presepe

15 Dic, 2022

Mirco Manuguerra

15 Dic, 2022

La rassicurante normalità del Presepe

 

Il Presepe Meccanico di Pallerone: uno dei più antichi e affascinanti Presepi meccanici

 

Durante tutto l’anno, ma soprattutto in occasione del Natale, una visita a uno dei più antichi presepi meccanici, quello allestito nella piccola frazione lunigianese di Pallerone, nel Comune di Aulla, a una ventina di chilometri soltanto dal Golfo dei Poeti, è davvero cosa buona e giusta. Era il 1935 quando nei locali della cucina e lavanderia dell’antico palazzo marchionale della famiglia Malaspina, accanto alla chiesa di San Tommaso Beckett, venne costruito questo sistema ingegnoso usando materiali di scarto come ruote di bicicletta, corde e il motore di un ventilatore. Con il tempo, la passione del borgo per il suo Presepe – che certamente allievò le pene della guerra – valse ad aggiungere nuove scene, sempre realizzate in movimento. Ma il Presepe meccanico di Pallerone, come lo vediamo oggi, cominciò a prendere forma nel 1968, grazie all’impulso dato al progetto dal geometra Silvio Baldassini.

Nel 1999 venne poi intrapresa l’ultima ricostruzione, quella che ci permette oggi di ammirare un’opera unica nel suo genere, che in sette minuti ci mostra il passaggio dal giorno alla notte, con l’effetto dell’imbrunire che è il vero vanto dell’opera. Ampio circa quaranta metri quadrati, con lo sfondo raffigurante il paesaggio delle Alpi Apuane, ben dieci motori permettono di muovere oltre cinquanta personaggi: la processione dei pastori con le pecore, il boscaiolo che fa la legna, il fornaio che vende il pane, il fabbro che batte il ferro, la lavandaia che attende al suo bucato, il pescatore che ritira la rete. Non solo: l’acqua corrente del ruscello alimenta la cascata nel lago e produce il roteare delle pale del mulino.

L’ambiente è quello tradizionale, con il villaggio di Betlemme, il palazzo di Erode, il foro romano con i cavalieri sulla biga. Con il calare del Sole, arriva la stella cometa e si compie il miracolo della nascita di Gesù.

 
Il presepe meccanico di pallerone, giuseppe-maria, bambino

La cultura del Presepe, come noto a tutti, nacque dal genio devozionale di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, nella celebre mangiatoia di Greccio (presso Rieti), il giorno di Natale del 1223. L’anno prossimo prepariamoci, dunque, a celebrarne i primi 800 anni. Ma cos’è, precisamente, il Presepe? Il Presepe è innanzitutto Normalità, perché nella scena rappresentata non c’è assolutamente nulla di ‘innaturale’. “Normalità”, dunque, come pieno rispetto di una ‘Norma’ fissata non dall’uomo, ma da un ente ad esso superiore come “Madre Natura”. Nel Presepe ogni cosa è al proprio giusto posto, cioè nel ruolo che precisamente compete a ciascuna di esse e il quadro d’insieme che ne scaturisce è un’idea diffusa di pace e di sicurezza, di ordine e di armonia; il Presepe è la scena di vita d’una comunità serena e operosa.

Il Presepe è poi Universalità: esattamente come la Divina Commedia, che muovendo su di una piattaforma di Fratellanza Universale eleva l’esperienza del Dante-personaggio ad esempio per l’intera umanità, così il Presepe, per il tramite del Bambin Gesù, esprime concetti validi per tutti gli uomini di Buona Volontà.

Il presepe meccanico di pallerone, scena

Tutti i termini del Buon vivere vi sono riassunti con esemplare semplicità: troviamo la Famiglia (il Padre, la Madre e il Bambino medesimo); il calore del Focolare Domestico; l’Uomo Nuovo (sempre Lui: il Bambino!); il rapporto con la Natura (le Pecorelle, ma pure la coppia Bue-Asinello) e poi il riferimento sicuro dei grandi Princìpi e delle Virtù (la Stella cometa, cioè la “diritta via” del grande padre Dante); troviamo poi il valore dell’Amicizia, con gli Ospiti che sono “nobili” (“Re”, i Magi) poiché vengono in fratellanza recando doni, mentre il Pastore, che è il Precettore del popolo (il gregge delle Pecorelle), introduce il concetto greco della Paideia, l’Educazione, e il collega Pescatore è il grande Missionario, cioè colui che si occupa di sottrarre le anime di Buona Volontà alle sirene ingannatrici del Mal Vivere. Si comprende assai bene come il messaggio cristiano sia potuto esplodere soltanto in seno alla cultura greco-celtico-romana e come il tema dell’avvento dell’Uomo Nuovo sia la sola ottica corretta attraverso la quale la Cultura Occidentale può essere compiutamente definita.

Il presepe meccanico di pallerone, stelle

Si comprende pure come sia del tutto inaccettabile la mancanza di un preciso riferimento ai valori inalienabili espressi dal Cristianesimo nel Preambolo della nascente Costituzione Europea, poiché la Sapienza del Presepe si pone a fondamento di un altro illuminante concetto secolare: quello della Città Ideale. Da tutto ciò è nata la proposta del Centro Lunigianese di Studi Danteschi di fare del Presepe un arredo permanente della nostra Domus: un angolo della casa sia sempre arricchito di una sua preziosa riduzione. A Natale, poi, il resto. E Che il Veltro sia sempre con noi.

 

Se non hai mai visitato il Presepe Meccanico di Pallerone il consiglio è quello di andare a toccare con mano la bellezza e la normalità che si respira.

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