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Il Border Collie

Nella pubblicità dell’allora Infostrada, per chi se la ricorda, veniva ripreso un magnifico cane bianco e nero, dalla faccia sveglia e un po’ volpina, taglia media, aggirarsi per le vie di una città. Il cane, evidentemente, rispondeva con grande dignità alle disposizioni dell’addestratore, il quale impartiva i comandi da dietro le quinte. L’esemplare in questione, non sarà sfuggito agli occhi degli attenti cinofili, è un Border Collie. I natali di queste simpatiche canaglie, facenti parte del “gruppo 1 – cani da pastore e bovari” secondo la Federazione Cinofila Internazionale, li possiamo ricondurre alla Gran Bretagna, in special modo alla zona di confine con la Scozia – da qui il termine “border”, ricorrente nel nome. Border Collie è, a prescindere dalla pubblicità, sinonimo di dedizione e lealtà, prontezza di riflessi e squisita gentilezza, cane tra i migliori, da pastore e non solo, tuttora esistenti. Il suo tipo di intelligenza intuitiva che i meno “puristi” possono sfruttare in appartamento, o in giardino, a patto che il cane non venga deprecato, necessita di costanti stimoli, e non di rado vi divertirete insegnando trick e comandi fantasiosi al vostro britannico compagno di giochi. Il Border Collie ricerca, infatti, per via di questa mente fina, una grande alchimia col suo padrone, ma ha anche bisogno di costante attività fisica, indispensabile a stimolare, se non il fisico, soprattutto i processi mentali che lo contraddistinguono. Vedere il cane in azione, quando si tratta di esemplari preparati al lavoro, lascia a bocca aperta.

Razze simili, per quanto non ancora selezionate sul piano genetico, erano note grazie alla loro intelligenza, agilità e spirito collaborativo sin dall’antichità. La storia degli originali Border Collie, intesi come il perfetto connubio tra cani capaci di radunare le pecore e “collies” dalla rudezza meno marcata, comincia ai tempi delle conquiste operate dagli ancor più antichi vichinghi, e lo scenario, della storia, lo vediamo coincidere con gli impervi pascoli della Gran Bretagna, da sempre legata ai commerci della lana e dei prodotti della pastorizia. Essendo entrambi coincidenti, cani e vichinghi, inutile far notare quanto le leggende si siano date da fare per ricamarci sopra: una, in particolare, vuole che alcuni cani da renna, giunti in Scozia dall’estremo nord, e proprio in concomitanza alle invasioni del IX secolo, abbiano cominciato a riprodursi autonomamente sfornando cucciolate prodigiose, fino ad essere incoraggiati dall’uomo, in questa loro mescolanza, al fine di ottenere robusti “sostituti” da conduzione.

Da questi primi riusciti discendenti, grigi e molto più lupini, si farebbe risalire la razza autentica, il cui sangue attinge, leggende o verità che siano, comunque dai cani, dai “collies” su citati, nativi del posto, già attivi nel loro ruolo di aiuto all’uomo. Pur perdendoci volentieri in speculazioni, è innegabile notare nel Border Collie l’adattabilità e il carattere rustico dei ceppi nordici e la furbizia, i movimenti scattanti, dei cani da pastore delle lande
inglesi e scozzesi, gli stessi che avrebbero conseguentemente indotto l’uomo ad incentivare l’incrocio, a curare i dettagli di una
razza, di volta in volta, allietata dalla presenza di piccoli “genietti” nelle sue fila, vigili e mai aggressivi, addestrati per guidare e proteggere le greggi.
Durante il corso degli anni e arrivando alle soglie del 1800, per carattere e morfologia la selezione diventerà rigida, curata, persino ferrea agli occhi dei non addetti, poiché il ruolo del cane diverrà essenziale in termini di conduzione e andrà a sostituirsi letteralmente al pastore.

Il Border Collie, oggi, ottiene ottimi risultati nelle gare di agility, obedience e sheepdog, che esaltano le sue doti naturali, e spesso e volentieri ricorre come cane da show nelle esposizioni cinofile, tanto da far coesistere due linee distinte di selezione: una che riguarda ancora il Border Collie da lavoro, pensato per lo scopo originario, dal pelo relativamente corto, con un carattere poco idoneo alla compagnia, e un’altra che si occupa di allevare cani con carattere tendenzialmente più tranquillo, viceversa adatti alla compagnia, col pelo lungo e setoso e dall’ottimo impatto estetico. Occhi curiosi, uno sguardo magnetico, il folto manto soffice nelle due varianti del lungo e del corto, di diverse gradazioni ammesse, amico sincero e grande confidente, il Border Collie è un cane proporzionato, grazioso, dall’andatura tipica e che non supera una media di cinquanta centimetri al garrese – ricordiamo, è un taglia media. Razza longeva e versatile su più fronti, negli ultimi anni ha come spopolato, riuscendo a ritagliarsi un posto tra i cani per non vedenti e venendo utilizzato perfino dalle forze dell’ordine e per la difesa, mostrando ottimi risultati nella caccia così come nel riporto. Compagno di vecchia data, apprezzato per i servigi resi, esiste un termine con il quale gli inglesi lo descrivono, il migliore: “lovable dog“, il cane che si fa amare.

di Sara Fornesi

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