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A meta’ fra trattamento olistico e stile di vita, con radici che affondano nella medicina tradizionale indiana, riconosciuta, da alcuni, quasi al pari di scienza medica propriamente detta, soprattutto in relazione agli effetti positivi immediati, l’arte del massaggio ayurvedico si afferma senza creare scalpore nel panorama dei trattamenti cosmetici. Un peccato.
Coinvolgendo non soltanto il corpo, ma anche l’aspetto mentale,  pratiche quali  l’aromaterapia, lo yoga e la meditazione devono molto all’ayurveda, di cui sono costola. Non si tratta solamente di un massaggio che rilassa, tonifica i muscoli o che favorisce la circolazione, ma è anche una pratica capace di trasformare le energie compresse in cibo per la mente, di solleticare il nostro Io piu’ profondo, e di permettere al corpo sia fisico che energetico di trovare l’equilibrio perduto.

L’Ayurveda è una pratica attuata gia’ da millenni, ormai, in quel dell’Estremo Oriente, tanto che nei testi sacri indiani, la parola, chiaramente affermata, significa in senso ampio “conoscenza della vita”: vuole  indicarci un modo di vivere a cui va ricondotto uno specifico tipo di alimentazione, spiritualismo costante e comunione con la natura. Il massaggio ayurvedico, che ne deriva, riconosce ogni persona secondo tre tipi di Dosha, ovvero tre diversi tipi di energie o forze bio-fisiche, poste a governare l’individuo: Vata, Pitta o Kapha; in ciascuno sono presenti tutte e tre queste energie, solo che normalmente una di esse prevale sulle altre. Le classifichiamo come etere ed aria (Vata), fuoco ed acqua (Pitta) o acqua e terra (Kapha). Tale classificazione si evince dallo stile di vita, dal tipo di lavoro, dalle relazioni interpersonali che vengono strette… facile intuire che, se la conoscenza della vita di noi medesimi e’ carente, se le relazioni ci angustiano, se non sentiamo un nesso tra noi e lo spazio messo intorno a noi, qualcosa non funziona. Senza addentrarci in spiegazioni da manuale, a seconda del fatto che siano compromesse o coinvolte in uno squilibrio le Dosha, la nostra costituzione principale, appunto fatta non solo di corpo, ma pure di spirito, ne risente.

Individuato lo squilibrio, attraverso apposito test o lettura del polso, a chi ricerca la sapienza della scienza ayurvedica sara’ applicata una serie specifica di messaggi, a volte delicata, altre composta da intricate manipolazioni, alla quale si associano olii e prodotti essenziali.Il terapeuta, o operatore ayurvedico, di conseguenza non  un semplice massaggiatore, utilizzando la pressione e sapendo con cosa sta interagendo, agisce direttamente sugli organi interni. Un ciclo mirato di compressioni riesce a rinforzare l’organismo, aumentando al resistenza alle malattie, sciogliendo lo stress, migliora, tirando le somme, lo stato generale di salute. Anche i materiali che l’operatore impiega hanno il loro perche’: ad esempio, un buon olio da massaggio non dovrebbbe lasciare residui, creme e argille si mescolano in modo da renderle compatibili e ben tollerate dalla pelle, le spezie possono essere impiegate freshe o in polvere a seconda dell’entita’ del problema. E ciascuna spezia ha proprietà specifiche molto potenti… un utilizzo inadeguato potrebbe rivelarsi persino fuori luogo.

Tra gli elementi che brillano, nella variegata selezione di mix vegetali ed essenze, si afferma la cannella, dal profumo caldo e avvolgente, una delle primissime utilizzate dall’essere umano assieme a pepe e zafferano. Nell’Antica Persia, veniva impastata con il miele, e gli unguenti che ne derivavano si dice rafforzassero il desiderio e la virilità. Il suo odore, la composizione e l’olio essenziale in particolare, tonificano e allontanano lo stress, e cosi’ la cannella finisce per essere ritenuta stimolante del sistema nervoso, in grado di portare energia ai tessuti, tenendosi strette le le virtu’ di  un prezioso antisettico. Naturalmente depura e naturalmente riduce gli squilibri piu’ intricati. L’ayurveda, e con lei molte medicine tradizionali, hanno dimostrato come questa spezia funga da stimolante per l’ispirazione e la creatività.

Non solo da bere, il caffè diventa alleato, in questo tipo di massaggi, quando si vuole rilassare il corpo fisico. La caffeina, che è anche un antiossidante naturale capace di combattere i radicali liberi, scientificamente la conosciamo quale vasodilatatore: penetrando nei tessuti, la polvere ha un effetto positivo in prima linea contro la cellulite. Il trattamento, in buona sostanza, unito ad altri elementi come vaniglia e burro di karite’, riprende il classico massaggio linfodrenante delle migliori scuole occidentali, aiutando la microcircolazione.  Ogni massaggio con la polvere di caffe’ garantisce un buon numero di tossine in meno.
Rilassanti, nutrienti e antiossidanti, i prodotti a base di cioccolato – ma anche solo di burro di cacao, elemento ricco in ferro, zinco e magnesio – ,  attuano la migliore difesa se si parla di eliminare i liquidi ristagnanti negli spazi intracellulari, combattendo l’invecchiamento cutaneo. Il profumo dolce che tutti amiamo, senza trucco o inganno, inebria i sensi e favorisce la produzione di serotonina – ecco perche’ ci piace tanto! –, l’ormone del benessere, e di endorfine, gli ormoni della felicità. La pelle, al termine di trattamenti tanto dolci, la ritroverete morbida ed elastica.

a cura di Samira Giorgetti

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